Etiopiainno marcia Su, Italia, sorgi è l’ora. Galliano aspetta l’alba sull’Endertà! Di sangue gronda, divien bandiera, e di quel sangue rosseggia Macallè. Campane a stormo, sirene urlanti al ciel: la grande Voce sorpassa i monti e il mar, i monti e il mar. Il Duce chiama la giovinezza, ne fa la spada, l’aratro per l’avvenir. La nostra gente or non emigra più per soffrir! Il fecondo lavor dei coloni tutta l’Etiopia farà fiorir. Legioni all’armi, cuori e braccia stretti in fascio... Duce, per te si vincerà. Non assedio che ci possa piegar! Sull’ara divien ferro di vittoria il cerchio d’or. Ali, siluri son presidio del mar, del mare che di Roma ritornerà. A noi! Dall’Aradam il Tricolor vola su Dessiè. D’amba in amba l’avanzata più rapida si fa, catene infrange, sopprime schiavitù: libertà, libertà! A noi! S’arrende Harrar, dal Nuovo Fior fugge vinto il negrier. Viva il Duce, fondatore dell’Imper! Il negarit non rimbomba più. Viva il Re Imperator! Guerra a chiunque vuol usurparci il suol che romano è già! |
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