Passano i battaglioniSuona in quartier l’adunata… esce la truppa ordinata; veste la grande parata, alla rivista si va… per la città imbandierata una fanfara s’udrà… Quando passano i battaglion batte un cuore su ogni balcon: chi saluta il bel tenentin, chi il simpatico sergentin… mentre mormora il cappellon alla bella ch’è sul porton: “La rivista ci passa il Re ma stasera la passo a te!” Pei marciapiedi affollati due veterani ignorati, tempre di antichi soldati, sostano muti, così… ma su quei petti fregiati v’è la prodezza di un dì… Quando passano i battaglion più non frenano l’emozion… dice all’altro il compagno fier: “Ti ricordi, che bersaglier? Piume al vento, sotto il cannon, sempre avanti, per la Nazion! Tutto passa e non torna più… salutiamo la gioventù!!! Nella sua muta stanzetta, sola è una bianca vecchietta… era la mamma diletta d’un bruno e giovane alpin… mamma che invano l’aspetta che torni ancor dal Trentin… Quando passano i battaglion, con un fremito e un’illusion, lei rivede in quei soldatin il suo giovane e bruno alpin… bacia un piccolo medaglion, sussurrandogli con passion: “Se la neve ti coprirà, la tua mamma ti scalderà!!!” …………………………… Quando passano i battaglion, una mamma singhiozzerà: ma quel pianto nessuno udrà!!! |
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